Tesori della Colombia

Durata

16 Giorni / 14 Notti

Tappe del viaggio

Bogotá - Villa de Leyva - Neiva - San Agustin - Popayan - Armenia - Valle del Cocora - Medellin - Cartagena

Tesori della Colombia

“Nessun luogo è lontano” è il titolo di un bellissimo libro di Richard Bach, un viaggio infinito, un’avventura che non ha limiti né temporali né di spazio, in un viaggio fantastico. La similitudine con questa terra bellissima è presto fatta e si potrebbe quasi affermare che ogni luogo è un “non luogo”, per il fatto stesso che le emozioni si insinuano prepotentemente sotto la pelle per non uscirne più, azzerando le distanze e le difficoltà. 
Lasciarsi andare allo stupore mentre si passeggia nei vicoli del centro storico di Bogotà, dove antico e moderno vanno a braccetto, immaginando chissà quali personaggi hanno ispirato Fernando Botero, lo stravagante artista colombiano, le cui opere esaltano forme umane di dimensioni irreali. Chissà, forse le sue figure umane altro non sono che una sfida alla povertà e alla tristezza, intese come forme filiformi, l’esatto contrario delle sue opere. L’arrivo nel deserto della Tatacoa è forse ancora più d’effetto: eccolo che appare improvviso e gli occhi si riempiono subito dei colori che riportano la mente ai film fantastici su Marte, il pianeta rosso. Solo che in questo deserto i rossi e gli arancione incontrano il grigio dando vita ad un vero capolavoro le cui forme sono state disegnate dalla grande Madre Terra aiutata dal vento e dai fiumi. Arbusti e cactus spezzano il paesaggio stagliandosi verso il cielo blu, guardiani di questo silenzio immenso. Il “non luogo” è forse però il parco Archeologico di San Agustin, Patrimonio dell’Unesco, le cui sculture megalitiche, protette da un paesaggio selvaggio e spettacolare, raffigurano dèi e animali mitici, figure umane stilizzate, in un girotondo di attonita meraviglia e dal significato ancora oscuro. Ma la Colombia è anche “aroma”: quello del suo caffè.  Piantagioni che si estendono a perdita d’occhio nelle vallate, villaggi e “fincas” la cui giornata è scandita da questi chicchi preziosi. Basta un volo e ci si ritrova a Medellin, capitale del Dipartimento di Antioquia. Così tristemente famosa negli anni ’70 a causa del cartello del narcotraffico, Medellin è oggi una città che ha saputo rifarsi una nuova estetica, divenendo una città modello, un esempio nel quale è avvenuta una vera e propria rivoluzione culturale, in ogni suo aspetto. La sua rivalutazione e pianificazione urbanistica hanno fatto nascere una realtà nuova le cui risorse sono a beneficio della comunità. L’avventura, per ora, termina a Cartagena, bella e sensuale, languidamente affacciata sul Mar dei Caraibi. La vita a Cartagena segue il suo ritmo, molto spesso tranquillo che si perde nei colori sgargianti dei suoi edifici coloniali. Le antiche mura che l’hanno protetta dagli attacchi dei pirati, la circondano ancora oggi in un possente abbraccio…mentre al tramonto lasciano che il cielo si unisca al mare, una pennellata quasi uniforme di rosa e rosso e giallo così vividi da sembrare quasi liquidi…non è solo “la perla dei Caraibi”, ma è uno dei tesori più preziosi della Colombia!


Solo Con Vuela

Un trattamento di benessere nella SPA della Cattedrale di Sale di Zipaquirá, per rilassare il corpo e lo spirito – il deserto della Tatacoa – il Parco Archeologico di San Agustin - il mercato delle comunità indigene dei Guambianos a Silvia - i villaggi di Salento e Filandia – Medellin e i siti della sua nuova identità - Piedra del Peñol e il villaggio di Guatapé (presso Medellin) – il cuore coloniale di Cartagena - servizi privati e guide locali in lingua italiana - con 10 partecipanti, nelle date prefissate, accompagnatore dall’Italia - 11 pranzi.

Programma

1° Giorno
Italia - Bogotà

Partenza con volo di linea dall’Italia per Bogotà (cambio di aeromobile in uno scalo europeo, in base al vettore utilizzato). Pasti a bordo. Arrivo in serata, incontro con un nostro rappresentante locale e trasferimento in hotel. 
Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3*

2° Giorno
Bogotà (2.640 mt slm)

Prima colazione. Intera mattinata dedicata alla scoperta di Bogotà nella quale convivono la vitalità seducente di una città che cresce e si rinnova e il volto coloniale e culturale che trae le radici nel suo passato. La città, suddivisa in 20 quartieri, è un crogiuolo di etnie e popolazioni che le regalano un aspetto culturalmente variegato. Situata a 2.600 mt slm, all’estremità orientale di un vasto altopiano chiamato “sabana de Bogotà” dove un tempo vi era un acquitrino, fu fondata nel 1538 dal conquistatore spagnolo Gonzalo Jimenéz de Quesada, che sottomise la popolazione locale di cultura “chibcha” e fondò la città chiamandola Santa Fé de Bogotà. Oggi è uno dei centri culturali più importanti del Paese. La visita inizia con un giro panoramico della città, iniziando dal centro storico meglio conosciuto con il nome di “Candelaria”, il cuore culturale e intellettuale di Bogotà. Le sue case coloniali ricalcano perfettamente lo stile spagnoli, con le alte finestre in ferro, grandi portoni in legno, balconi e bellissimi giardini interni, circondate da stradine strette e ripide, in un’atmosfera bohemienne che narra una storia neanche troppo lontana. Si prosegue verso la Plaza Bolivar, con al centro la statua di Simon Bolivar e altro punto di riferimento della città, sulla quale si affacciano la Cattedrale, il Palazzo di Giustizia e la Casa de Nariño, il luogo dove generalmente lavora il Presidente del Paese. Il Museo di Botero è poco distante: è in questo luogo che si possono ammirare alcune delle più belle opere dell’artista colombiano, pregiato pittore e scultore, conosciuto in tutto il mondo per i suoi soggetti “over size”. Tra le opere eccellenti ricordiamo la “Monalisa”, una sorta di rivisitazione personale dell’artista della celebre tela di Leonardo da Vinci. Le sue sale ospitano anche opere di altri autori del ‘900 tra i quali Picasso, Dalì, disegni a matita di Cézanne, opere si Bacon, Joan Miró, Monet e Renoir. Al termine si sale fino al vicino Cerro Monserrate, che con i suoi 3.2150 mt. di altezza offre una panoramica eccezionale sulla città. Da questo punto la vista abbraccia tutta Bogotà e ci si potrà meglio rendere conto della sua estensione e vi si trova anche un santuario, dedicato "El Señor Caído, meta di pellegrinaggio. Pranzo in corso di visita. Al termine, rientro in hotel. Pomeriggio a disposizione. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3* (o similare)

Note: il Museo di Botero è chiuso il martedì; il Museo de l’Oro è chiuso il lunedì.

Curiosità: Bogotà è anche il paradiso della “street art”. Ogni traccia del passaggio della storia è “disegnata” sui muri e nelle strade. I graffiti, infatti, sono una forma di are legale e pertanto i muri dei palazzi richiamano anche l’attenzione di molti artisti di fama internazionale. I bellissimi murales lasciano stupefatti per la loro grandezza e per i colori. Se si è fortunati si può passeggiare per la città con qualcuno degli “street artists” che illustra le opere raccontando aneddoti e approfondendo la storia della Nazione e della città attraverso queste opere all’aria aperta.

3° Giorno
Bogotà – Zipaquirà – Villa de Leyva (190 km - 2.149 mt slm)

Prima colazione. Partenza verso Zipaquirà (50 chilometri a nord della città) attraversando la “sabana de Bogotà”. Il nome della città, fondata nel 1600, si riferisce a Zipa, il capo della tribù Muisca che controllava le miniere di sale della zona, il vero tesoro di questi popoli prima della colonizzazione (il sale era vitale per la preservazione di alcuni alimenti). Zipaquirà deve la sua importanza alla Cattedrale di Sale, uno dei santuari cattolici più celebri della Colombia, dedicata alla Madonna del Rosario e costruita all’interno della miniera di sale (nel secondo livello), nel 1950. Può essere considerata come uno dei maggiori esempi di architettura colombiana e alto esempio di ingegneria mineraria. La prima cattedrale fu costruita all’interno della miniera di sale quale cappella per le preghiere degli operai. Successivamente, per problemi di sicurezza, nel 1990, la prima cattedrale fu chiusa e se ne costruì una seconda a 180 metri di profondità (- 60 metri rispetto alla prima). Un tunnel immette all’interno della Cattedrale, attraversando le 14 stazioni della Via Crucis, piccoli altari scolpiti nel sale, per giungere fino all’abside dove c’è la cupola illuminata in un modo particolare, come se si stesse contemplando l’universo. La Cattedrale è suddivisa in tre navate che simboleggiano la nascita, la vita e la morte di Cristo e in quella centrale si potrà ammirare la bellissima e enorme croce, anch’essa scolpita nella roccia salata, alta 16 metri e larga 10, opera dello scultore colombiano Carlos Enrique Rodriguez. Al suo interno si possono ammirare sculture di sale e marmo ed una collezione di opere artistiche. La Cattedrale fa parte del Parque de la Sal, una riserva naturale unica e complesso tematico dedicato alla geologia e all’ingegneria mineraria.
Durante la visita è incluso un massaggio nella SPA della miniera di sale di Zipaquirà (20 minuti), dove rilassarsi e provare una sensazione di benessere e armonia.
Pranzo in corso di viaggio. Al termine si prosegue verso Villa de Leyva, dove si giunge dopo quasi 2 ore. 
Sistemazione in hotel. Resto del tempo a disposizione per passeggiare per la città (il modo migliore per scoprirla) dove si ha la sensazione che il tempo si sia fermato, sebbene Villa de Leyva mostri anche un volto più contemporaneo. Cena libera. Pernottamento Hotel 3*

Curiosità: a Zipaquirà ha studiato il grande scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez. Le montagne di sale intorno a Zipaquirà risalgono a 200 milioni di anni e i depositi salini sono affiorati appena 30 milioni di anni fa, nel terziario!

4° Giorno
Villa de Leyva – Bogotà – Neiva (230 km - 442 mt slm)

Prima colazione. Al mattino, visita panoramica della città, nel dipartimento di Boyacà. Villa de Leyva è una delle più affascinanti città della Colombia, dal ricco passato coloniale che si ritrova in tutto la sua architettura urbanistica, dichiarata Patrimonio Nazionale dal 1954. Fu fondata nel 1572 da Hernàn Suàrez de Villalobos e la chiamò con il nome attuale in onore di Andrés Dìas Venero de Leyva, il primo presidente della Nueva Granada. La piazza principale ha una superficie di 14.000 mq, circondata da case in stile spagnolo con lunghi ballatoi, piccoli vicoli, strade di ciottoli e la chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Rosario che vi si affaccia è un piccolo gioiello immacolato del XVII secolo. Si visita anche il Museo dei Fossili, poco distante dalla città, costruito esattamente nel luogo in cui è stato scoperto un kronosaurus, un rettile marino di oltre 120 milioni di anni e 20 metri di lunghezza. 
Alla periferia della città, c'è anche "El Infiernito", un sito archeologico della civiltà Muisca dove sono visibili alcuni menhir e tumuli sepolcrali. Si ritiene che queste colonne risalgano a circa 2.200 anni e che questo sito fosse un centro religioso, riservato al culto della fertilità e alla purificazione. Alcuni affermano che fu invece un osservatorio astronomico. A pochi chilometri da Villa de Leyva, da non perdere è il Convento del Santo Ecce Homo fondato dai padri Domenicani nel 1620 e considerato un lascito spagnolo notevole. Il pavimento è in pietra locale piena di fossili e ammoniti, e la cappella ha una magnifica pala d'oro con una piccola immagine di Ecce homo. Pranzo in corso di viaggio.
Proseguimento verso l’aeroporto di Bogotà. Volo nel tardo pomeriggio per Neiva, arrivo e trasferimento in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3* superior

5° Giorno
Neiva – Villavieja (Deserto del Tatacoa) - San Agustin (310 km - 1.640 mt slm)

Prima colazione. Al mattino, partenza in direzione nord, verso Villavieja, nel dipartimento di Huila, mèta interessante poiché è in prossimità del suggestivo Deserto della Tatacoa, luogo unico e suggestivo con molti resti fossili e un Osservatorio Astronomico amato dagli astroturisti. Si visita il piccolo ma interessante Museo di Paleontologia, al cui interno si possono ammirare fossili di flora e fauna del periodo miocenico, trovati nella foresta tropicale secca del deserto 
Successivamente si visita il deserto della Tatacoa, un tempo valle paludosa, oggi area desertica molto suggestiva nonché seconda zona più arida del Paese dopo la penisola della Guajira. Il deserto appare all’improvviso e si resta colpiti e affascinati dalla gamma dei colori che vanno dal grigio all’ocra. In realtà si tratta di un bosco tropicale secco dove l’azione millenaria dei fiumi e dei venti ha disegnato una morfologia particolare, con crepacci e sentieri frutto dell’erosione. I differenti colori delle rocce formano due zone nettamente distinte: quella dalle rocce di colore arancione e rossiccio del Cusco nel quale i colori scivolano l’uno verso l’altro, ed un’altra zona di colore grigio denominata Los Hoyos, dove tra l’altro vi sono arbusti e almeno 12 specie differenti di cactus che spezzano la quasi monocromia del paesaggio. Nel deserto c’è un Osservatorio Astronomico. 
Proseguimento verso San Agustin (circa 6 ore), percorrendo una strada molto suggestiva, a tratti non troppo agevole (alcuni punti sono sterrati), attraversando la valle percorsa da Rio Magdalena e passando dai 700 mt slm ai circa 1.750 mt slm. Pranzo in corso di trasferimento. Arrivo in tarda serata. Trasferimento in hotel. Cena Libera. 
Pernottamento Hotel 3*

6° Giorno
San Agustin: il Parco Archeologico

Prima colazione. La giornata di oggi è interamente dedicata alla visita del parco Archeologico di San Agustin, Patrimonio dell’Unesco, il più grande di tutta la Colombia e del Sud America. Situato a 1.750 mt slm, sulle pendici rocciose del massiccio Colombiano, vi si ammirano moltissime sculture megalitiche circondate da un paesaggio selvaggio e spettacolare, che mostrano dei e animali mitici, figure umane stilizzate tra cui sacerdoti e sciamani e testimoniano la cultura andina che fiorì tra il I e l’VIII secolo. Il sito fu abbandonato nel 1350 d.C. e tornò alla luce solo tra il 18° ed il 19° secolo. Il Parco Archeologico di San Agustin è formato da tre settori distinti: il San Agustin, Alto de los Idolos e Alto de las Piedras. Tutti e tre i settori ospitano il più grande complesso di monumenti funebri e statuari di epoca precolombiana e vi si trovano anche terrazze e altre strutture funerarie, oltre al sito di Fuente de Lavapatas, un monumento religioso scolpito nel letto di pietra di un fiume. Pranzo in corso di visita.
Durante il rientro a San Agustin si effettua una sosta per la visita della sorgente del Rio Magdalena, che impetuoso scorre nel canyon scavato nella montagna, per vedere da vicino il fiume nel suo punto più stretto, dove c’è una gola di appena 2,20 mt attraverso la quale passano le acque del fiume, creando uno spettacolo molto suggestivo.
Rientro in hotel. Cena libera.
Pernottamento Hotel 3*

Curiosità: le valli che ospitano il Parco Archeologico custodiscono un mistero ad oggi irrisolto che riguarda la civiltà che visse in questa regione, di cui si conosce molto poco. Agricoltori, probabilmente orafi, di certo abili scultori, hanno lasciato opere molto simili a quelle della cultura Olmeca (Messico), Tiwanaco (Bolivia) e Rapa Nui (Isola di Pasqua), oltre alla presenza di “dolmen”, tombe megalitiche di epoca preistorica presenti in Europa almeno tre millenni a.C.

7° Giorno
San Agustin - Popayan (140 km - 1.737 mt slm)

Prima colazione. In mattinata partenza verso Popayan (1.740 mt slm). I chilometri non sono molti (circa 190) ma la strada che collega San Agustin a Popayan non ha un manto stradale perfetto, in alcuni punti è sterrata, e occorre avere una velocità moderata. E’ però una delle strade più affascinanti della Colombia: essa si snoda nella giungla della provincia di Huila circondata da vulcani e foreste nebulari, delimitata da piante e felci che crescono rigogliosi a causa del clima umido, oltre ovviamente a piantagioni di banane, canne da zucchero e caffè. Pranzo in ristorante. Arrivo, sistemazione in hotel. Popayan è una delle più belle città coloniali della Colombia anche chiamata “la Ciudad Blanca” poiché le facciate delle case e degli edifici sono dipinte di bianco. Pomeriggio dedicata alla visita (maggiormente a piedi) di Popayan, fondata nel 1537, iniziando dal centro Storico dove si trova il Parque Caldas, il cuore della città attorno al quale furono eretti molti edifici sia governativi che religiosi: la Torre dell’Orologio, simbolo cittadino (1673-1682) il cui orologio, di fabbricazione inglese, vi fu posto solo a metà del 1700. La visita continua con il Ponte de Humilladero che fu costruito per unire il centro della città con El Callejón (oggi Barrio Bolivar), un quartiere posto molto in alto, la cui ascesa a piedi era assai difficile. A seguire, il Morro di Tulcán, piramide di epoca precolombiana e dove si trova anche il monumento del fondatore della città; le chiese barocche di Santo Domingo e di San Francesco, considerata quest’ultima una delle più belle della città; il Museo di Arte Religiosa che custodisce una interessante collezione di oggetti di arte sacra e la Casa Museo Mosquera, una dimora del ‘700.
Al termine della visita, rientro in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3*

Curiosità: la Casa Mosquera fu dimora del generale Tomás Cipriano de Mosquera, uomo storico e politico, per ben quattro volte presidente della Colombia. 
Una delle particolarità curiose di Popayan è quella che dai cornicioni di alcune case coloniali pendono antiche lanterne che di notte, illuminandosi, creano un’atmosfera incantevole e fuori dal tempo!

8° Giorno
Popayan- Silvia 60 km – Armenia (370 km - 1.480 mt)

Prima colazione. In mattinata si parte in direzione di Silvia (circa 60 km), piccolo paesino ad un’ora e mezzo circa da Popayan, incastonato tra le montagne e al centro della regione abitata dagli indios Guambianos. E’ qui che ogni martedì si svolge il mercato indigeno dei Guambianos che scendono dai loro “pueblitos”, sulle montagne intorno a Silvia, così vicine all’Ecuador, a bordo delle “chivas” per vendere i loro prodotti, dai vegetali ai tessuti colorati con i quali creano borse, scialli e vestiti. Interessante l’approccio con questo popolo che indossa i costumi tradizionali in lana tessuta a mano, dagli sgargianti colori fucsia, blu verde. 
Pranzo in ristorante in corso di visita.
Proseguimento verso Armenia dove si arriva dopo circa 5 ore. Sistemazione in hotel. Cena libera.
Pernottamento Hotel 3* superior

Curiosità: i Guambianos, una comunità di circa 12.000 persone, sono una delle tribù indigene più interessanti di tutta la Colombia che ancora oggi conserva la propria autonomia economica, religiosa, politica, educativa e linguistica. Gli Spagnoli, durante il periodo coloniale, non riuscirono mai a sottometterli e nel tempo hanno mantenuto una posizione sempre neutrale nei confronti della guerriglia, ottenendo sempre rispetto. Curioso il loro modo di vestire: gli uomini indossano una specie di gonna blu, con sopra il poncho ed in capo una bombetta; anche le donne vestono in maniera simile ma hanno al collo collane colorate e con sé recano quasi sempre una borsa di tela bianca. Hanno una lingua propria, oltre allo spagnolo. Non amano essere fotografati, come molte delle popolazioni andine, ma i loro visi sono sorridenti.

9° Giorno
Armenia: la Valle del Cocora, Salento e Filandia (80 km)

Prima colazione. Intera giornata dedicata alla scoperta della Valle del Cocora, tra le montagne della cordigliera andina centrale del Paese e all’interno del Parco Nazionale de los Nevados. Il Parco, situato nei dipartimenti di Quindio, Caldas, Risalda e Tolima, è nel cuore della regione chiamata “triangolo del caffè” (il cui paesaggio è stato riconosciuto dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità) e vi sono anche molte vette vulcaniche spesso innevate e fiumi che da esse scendono a valle fornendo acqua agli altopiani (i “paramos”). Il suo clima, abbastanza umido, favorisce la coltivazione del caffè, una delle maggiori fonti dell’economia colombiana. Durante la visita nella Valle del Cocora non sarà difficile osservare un gran numero di uccelli tra i quali molti specie di colibrì e pappagalli (alcuni in via di estinzione). Passeggiata a piedi o a cavallo (quest’ultima non inclusa nella quota di partecipazione) all’interno della foresta pluviale per meglio ammirare la biodiversità e la flora tipica. Proseguendo lungo un sentiero ecologico e attraversando il fiume QUundio, si avrà la possibilità di ammirare da vicino le più alte palme “della cera” al mondo. Il pranzo è previsto in una fattoria tipica per poi partire in direzione di Salento, poco distante, delizioso villaggio circondato da piantagioni di caffè, situato a 2.200 mt slm. Passeggiare per le strade del villaggio, sulle quali si affacciano le case basse dalle finestre coloratissime e le moltissime botteghe artigianali, crea un’atmosfera magica, così ben descritta dallo scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez. Lungo la strada di rientro verso Armenia si visita il villaggio di Filandia, altro piccolo tesoro nel dipartimento di Quindio, meno conosciuto di altri ma dalla bellissima architettura coloniale. Il villaggio è su un altopiano dal quale si ha una vista panoramica mozzafiato della vallata circostante con le piantagione di caffè a perdita d’occhio. Un po’ di tempo a disposizione per passeggiare lungo le sue vie scambiando due chiacchiere con i suoi abitanti mentre si degusta una buona tazza di caffè.
Rientro ad Armenia. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3* superior 

Curiosità: nel Parco Nazionale de los Nevados cresce la “Palma della Cera del Quindio”, l’albero nazionale che rappresenta la Colombiam una specie che raggiunge un’altezza di 45 metri (raramente anche i 60 metri!), dal tronco cilindrico e liscio, ricoperto da un leggero strato simile a cera. Le foglie sono di colore verde scuro e i frutti, quando giungono a maturazione, hanno un colore rosso-arancio. Cresce maggiormente in quest’area, lungo i lati collinari e montagnosi, regalando uno spettacolo molto particolare. 
A Salento l’aroma del caffè è un po’ ovunque e nelle caffetterie, colorate e piene di allegria, si potrà gustare anche un delizioso “arequipe”, una specie di budino al caramello e caffè. La specialità del luogo è la trota salmonata, servita in tutti i modi!
Curiosità: il caffè, per i colombiani, è un vero e proprio rito e lo si beve in varie forme: il “tinto”, bevuto in tazza, è il caffè nero; la “chaqueta” è una tipica bevanda a base di caffè preparato con acqua di canna da zucchero grezzo.
Da un’indagine del 2016, condotta su 68 Stati, a sorpresa la Colombia è risultato essere il Paese più felice al mondo (l’87% degli intervistati ha affermato di essere felice), superando la media mondiale che è del 56%. Molta della felicità pare sia dovuta al … caffè! Per i colombiani, è un vero e proprio rito e lo si beve in varie forme: il “tinto”, bevuto in tazza, è il caffè nero; la “chaqueta” è una tipica bevanda a base di caffè preparato con acqua di canna da zucchero grezzo.

10° Giorno
Armenia – Bogotà - Medellin (1.495 mt slm)

Dopo la prima colazione trasferimento in aeroporto e partenza per Medellin (con cambio di aeromobile a Bogotà), la capitale del Dipartimento di Antioquia, adagiata nella fertile vallata di Aburra a 1.538 mt slm, e per questo il suo clima è mite e dolce (un’eterna primavera con temperature medie intorno ai 20°C.). Fondata nel 1675, sviluppò soprattutto verso il 19° secolo, dopo l’avvento della ferrovia. Da roccaforte di Pablo Escobar ed il cartello del narcotraffico negli anni ’70 e ’80 e con punte di povertà ed analfabetismo notevoli, oggi Medellin è una città modello, nella quale si è attuata una sorta di rivoluzione culturale che ha dato frutti rigogliosi e quasi inimmaginabili. E’ stata nominata come una delle città più innovative grazie ad una rete metropolitana e scale mobili cittadine che permette una veloce mobilità interna, anche dalle aree extraurbane. Un piano di urbanistica e pianificazione sociale, con la creazione di maggiori infrastrutture, ha offerto a tutti una migliore fruizione delle risorse cittadine e in questo modo, oggi, c’è integrazione e notevoli miglioramenti nella qualità di vita. Arrivo e trasferimento in hotel. Pasti liberi. 
Pernottamento Hotel 3*

Curiosità: Medellin merita una visita durante l'annuale Festival dei fiori, che si svolge nell'arco di due settimane nel mese di agosto. Il primo Festival dei Fiori ebbe luogo il 1 maggio 1957 per celebrare la festa della Vergine Maria. Durante i cinque giorni di festeggiamento una vasta esposizione di fiori fu allestita all’interno della Cattedrale Metropolitana, a simboleggiare la fine della schiavitù durante la quale gli schiavi trasportavano uomini e donne sulle spalle su ripide colline. I fiori principali utilizzati sono gigli, garofani, agapanthus, girasoli, gladioli, crisantemi, rose e orchidee. Particolarmente interessanti la mostra di orchidee, uccelli e fiori e la parata dei Silleteros.

11° Giorno
Medellin: Piedra del Peñol e Guatapé

Prima colazione. In mattinata si parte in direzione di Guatapé, a circa 2 ore da Medellin, affacciata su un lago artificiale. La particolarità della cittadina, le cui case sono un arcobaleno di colori, è che sulle facciate di alcuni degli edifici sono raffigurate con fregi e disegni le attività che si svolgono all’interno dello stesso! Una passeggiata per le stradine lastricate, dove tutto è colorato, è il modo migliore per conoscere il piccolo villaggio in tutta tranquillità: case, edifici e muri, scale e fontane, lampioni e tuk-tuk. La chiesa di Nuestra Señora del Carmen è una delle poche costruzioni in contrasto con il resto: la sua facciata, bianca, si staglia verso l’alto con i soli contorni di colore rosso che delineano le porte di entrata, il frontone e i due campanili gemelli. La cittadina di Guatapé si adagia ai bordi del bacino artificiale la cui costruzione ha completamente sommerso il paesino di El Peñol. Nel bacino idrico ci sono molti isolotti sui quali si trovano anche ville esclusive. Per poterne ammirare la bellezza occorrerà salire i 654 gradini che conducono alla cima della Piedra del Peñol, al centro del lago. La roccia, a causa delle sue dimensioni, molto probabilmente è un meteorite (la salita al punto più alto della roccia, ardua e ripida, è facoltativa) alto circa 200 mt e la leggenda vuole che fosse anche un sito di culto per gli abitanti dei vicini villaggi. L’escursione prevede una gita in barca (mezz’ora circa) ed in lontananza si potrà vedere la casa, oggi in disuso, di Pablo Escobar. Pranzo in corso di visita. Rientro a Medellin. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3*

Curiosità: lo straordinario monolite di Piedra del Peñol, nel cuore del bacino artificiale di Guatapé fu ufficialmente scoperto nel 1954, ma risale a migliaia di anni fa. Gli indigeni Tahami che un tempo abitavano la regione, la considerarono un luogo di culto e nella loro lingua la chiamarono “mojarrà” che vuol dire roccia. Nel 1940 il Governo colombiano la dichiarò Monumento nazionale. I 654 che portano fino in cima furono costruiti successivamente, nel 2006, lungo un fianco della roccia, seguendo una venatura naturale e salendo a zig-zag. Dalla sommità si ha una vista mozzafiato del panorama circostante con il lago, gli isolotti e la ricca vegetazione. Gli abitanti di Peñol e Guatapé se ne contendono la proprietà: quando i secondo decisero di incidere il nome di Guatapé su uno dei fianchi della roccia, quelli di Peñol li interruppero ed oggi è visibile solo la prima lettera G e una U incompleta!

12° Giorno
Medellin - Cartagena

Prima colazione. In mattinata visita della città e dei luoghi che meglio rappresentano la sua trasformazione sociale. Si inizia con le zone più simboliche di Medellín, attraverso il passato ed il presente: dal 1980 quando la città era una delle più pericolose al mondo, fino ad oggi con i molteplici progetti che ne hanno favorito il cambiamento. La prima tappa è il barrio San Javier, a suo tempo uno dei quartieri più pericolosi di Medellín, a circa 7 km dal centro della città, esemplare esempio della trasformazione sociale negli ultimi anni. Il quartiere si raggiunge con la funivia che unisce la zona nord-est al centro. Con le scale mobili del quartiere Comuna 13 si visitano facilmente i luoghi più importanti segnati da eventi storici raccontati anche attraverso i colorati murales che ricoprono i suoi edifici e le mura raccontando la quotidianità e regalando alla città un aspetto più allegro e ciarliero. Da questa posizione si ha una panoramica spettacolare della città. Un’altra tappa della visita è La Plazoleta, situata nel centro della città, in una zona in declino negli anni '80 e che invece oggi ospita 23 sculture di Fernando Botero, donate dall’artista stesso alla città nel 2000. Botero è uno dei più famosi artisti di arte contemporaneo le cui opere “over-size” si possono ammirare anche nel Museo omonimo. Pranzo in corso di visita. Al termine, trasferimento in aeroporto e partenza per Cartagena. Arrivo e trasferimento in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3* superior

13° Giorno
Cartagena, la Perla della Colombia

Prima colazione. Giornata di visita di Cartagena, non a torto definita la “Perla della Colombia”. Adagiata pigramente sulla costa caraibica della Colombia, ha un passato coloniale importante (fu fondata nel XVI secolo) “raccontato” dai suoi colorati edifici, concentrati nel Centro Historico, oggi Patrimonio dell’Unesco, con piazze e stradine racchiuse dentro le mura costruite a protezione della città. Sotto il dominio spagnolo fu uno dei porti più importanti delle Americhe per la sua posizione strategica. La prima tappa è una visita panoramica su Cartagena dalla sommità della collina dove si trova il Monastero o Chiesa de la Popa (il nome originale era “Popa del galeon” per la sua forma simile ad un galeone). Successivamente si prosegue verso l’imponente Fortezza di San Felipe, costruita nel 1600 sulla collina di San Lázaro per difendere la città dagli attacchi dei pirati, attraverso un complesso sistema di tunnel. Proseguimento verso la Città Vecchia dove si visita la chiesa di San Pedro Claver (XVII secolo), che deve il suo nome all’"apóstol de los esclavos. Si visita anche il quartiere artigianale della Bovedas.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita al Parco Bolivar, nel quartiere coloniale, al centro del quale troneggia una statua del condottiero Simon de Bolivar. Non distante si trova il Palazzo dell'Inquisizione, dal ricco portone in stile barocco: era qui che all’epoca venivano torturati gli eretici e gli avversari della Chiesa Cattolica. La visita include anche la Cattedrale, la Chiesa di Santo Domingo ed il Museo delle Fortificazioni.
Al termine, rientro in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel 3* superior

Curiosità: anche a Cartagena si possono ammirare molti murales, opera di “street artists” che colorano i muri di alcuni edifici del centro storico della città. Non distante da Barrio San Diego, dalla ricercata eleganza coloniale, si trova il Barrio Getsemani, un tempo luogo poco raccomandabile, oggi divenuto uno dei punti più “veri” della città, per sperimentare e sentire il lato popolare e più tradizionale di Cartagena, con i suoi profumi ed i colori così ben raccontati dal grande scrittore Gabriel G. Marquez.

14° Giorno
Cartagena

Prima colazione. Intera giornata a disposizione per scoprire, per proprio conto, questa città così colorata e interessante. Tra le varie visite opzionali (non incluse, quotazioni su richiesta), suggeriamo la visita a San Basilio de Palenque (50 km a sud di Cartagena), la prima comunità di schiavi che ottenne l’indipendenza dalla corona spagnola: era il 1603 ed un gruppo di schiavi “cimarrones” si insediò nell’attuale territorio di San Basilio. Oggi i discendenti degli schiavi cercano di conservare le loro radici africane attraverso la danza, la musica, gli antichi riti e una lingua, il “palenquero” misto di spagnolo e bantù, parlata da poche migliaia di persone. Per questi motivi San Basilio de Palenque è stata dichiarata, dall’Unesco Patrimonio Immateriale. La visita di SanBasilio include la Plaza los Batatas, la Casa della Cultura, e la casa di Viaviano Torres, un musicista maestro di “champeta”, la danza folkloristica che discende dagli schiavi africani. 
Pasti liberi.
Pernottamento Hotel 3* superior

15° giorno
Cartagena - Bogotà - Italia

Trasferimento all’aeroporto in tempo utile per il volo per Bogotà. Arrivo, cambio di aeromobile e proseguimento per l’Italia. Pasti e pernottamento a bordo.

16° giorno
Italia

Arrivo in giornata all’aeroporto italiano di preferenza.

Fine dei Servizi

Quota

Partenze a data libera (consigliato martedì, mercoledì, giovedì e sabato)
(Nota: tali quote non sono valide durante le festività nazionali, eventi particolari, Natale, Capodanno, Pasqua)

Quota individuale di partecipazione, in camera doppia:
Minimo 2 partecipanti: € 3.640
Minimo 4 partecipanti: € 2.980

Quota di iscrizione, per persona (obbligatoria): € 40

Supplemento singola: € 610

La quota comprende:
- Sistemazione negli alberghi indicati (3*/4*o similari) in camera doppia
- Trattamento di pernottamento e prima colazione, come da programma
- Pasti indicati nel programma (11 pranzi - in ristorante o in hotel - bevande escluse)
- Trasferimenti e visite con veicoli privati 
- Visite con guide locali in lingua italiana 
- Accompagnatore italiano dall’Italia (solo per le partenze di gruppo min. 10 partecipanti)
- Assicurazione di viaggio medico/bagaglio
- Documentazione di viaggio 

 

La Quota non Comprende

La quota non comprende:
- Biglietti aerei intercontinentali e domestici, in classe economica dedicata
- Tasse aeroportuali obbligatorie inseribili nel biglietto
- Pasti non indicati
- Bevande durante i pasti indicati nel programma 
- Mance
- Extra di carattere personale
- Tutto quanto non espressamente indicato in: “La quota comprende”

Partenze di Gruppo

Partenze di gruppo 2019: 

16 Aprile
14 Maggio
18 e 25 Giugno
16 Luglio
20 Agosto
17 Settembre
15 Ottobre
12 e 26 Novembre

Quota individuale di partecipazione, in camera doppia:
Minimo 4 partecipanti: € 2.980
(al raggiungimento dei 10 partecipanti, è incluso l’accompagnatore dall’Italia per tutta la durata del viaggio)
Quota di iscrizione, per persona (obbligatoria): € 40
Supplemento singola: € 610

Note di Viaggio

Note di viaggio: Partenze garantite con minimo 2 partecipanti (partenze individuali); minimo 4 partecipanti (partenze di gruppo – max 20 partecipanti). 
Il viaggio non è adatto a persone con problematiche di deambulazione, a causa della difficoltà di alcune visite e/o particolarità dei veicoli (non tutti i veicoli sono dotati delle particolarità tecnico-strutturali necessarie per portatori di disabilità motorie)

Comportamento responsabile: un viaggio nelle zone rurali è anche incontro con le comunità locali. Raccomandiamo di acquistare prodotti artigianali e prodotti che non abbiano danneggiato animali o l’ambiente; rispettare le comunità e le loro tradizioni; non danneggiare la flora e la fauna; non lasciare residui non biodegradabili al 100%; non sottrarre piante o animali. 

Cambio: il cambio applicato sui servizi a terra è il seguente: 1 € = 1,15. Eventuali adeguamenti saranno rivisto 21 giorni prima della partenza. 


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Gentile cliente,
compilando questo breve form saremo in grado di inviarti una quotazione ad hoc. La stagionalità delle destinazioni è molto importante per la definizione delle quote di partecipazione per cui, nel caso non avessi delle date fisse di viaggio, ti preghiamo di indicare nel campo note, oltre ad eventuali richieste, l periodo indicativo del viaggio. Le date sono importanti anche per poter pianificare un operativo voli. Per poter fornirti un servizio ancora più puntuale, dovresti indicarci infine l'eventuale presenza di bambini e la loro età.

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