Colombia Sabor Colonial

Durata

14 Giorni / 12 Notti

Tappe del viaggio

Bogotá - Villa de Leyva - Barichara - Bucaramanga - Cartagena - Mompox - Santa Marta

Colombia Sabor Colonial

Un viaggio a ritroso nel tempo, lungo le orme di un passato coloniale nascosto tra le pieghe di un’architettura barocca e colorata, ascoltando i silenzi dei luoghi narrati da Gabriel Garcia Marquez.
Ogni Paese del continente sudamericano reca in sé una forte appartenenza alla cara vecchia Europa. Ecco Bogotà, la capitale della Colombia, città dalle molteplici facce. Essa si mostra nella sua veste antica aprendo le porte del centro storico, la Candelaria, così ben conservato da sembrare una rappresentazione teatrale in cui le scenografie sono gli antichi palazzi dalle facciate coloniali nelle quali il barocco spagnolo si sposa con la “street art”, nuova forma di arte moderna che rallegra edifici e palazzi mostrando, attraverso i murales, attimi di vita quotidiana. Ancora Bogotà, con le grandi opere del suo figlio più stravagante: l’artista Fernando Botero, le cui opere rappresentano l’uomo e la donna con forme tanto opulente e tondeggianti quanto irreali ma al tempo stesso così fortemente rappresentative dell’anima del proprio Paese.
Oltre Bogotà, verso nord, un capolavoro dell’ingegno umano, così particolare da sembrare quasi inconcepibile: la Cattedrale di Sale, luogo di culto all’interno della miniera di sale di Zipaquirà. Se nella nostra mente un viaggio all’interno della terra sembra impossibile, è in questo luogo che si sovverte ogni certezza: la preghiera diventa un tutt’uno con il respiro che a tratti si ferma per meravigliarsi di fronte alla grandiosità, chiedendosi quanto ci sia di umano e quanto di mistico. 
Attimi e momenti di un passato le cui radici affondano in una storia non tanto lontana vivono nelle città e villaggi della regione di Santander. Nomi che evocano atmosfere sopite ma ricche di fascino e seduzione: Villa de Leyva, Barichara e l’antico villaggio di Guane, terra dei Guanes, indigeni dalla cultura simile a quella di Azteca, adoratori del dio Sole. Arrivare a Cartagena, la “Perla dei Caraibi”, e lasciarsi incantare dalla sua colorata allegria è facile! La sua anima afro-caraibica ammalia e conduce a sud, seguendo il corso al contrario del grande Rio Magdalena, con la sensazione di entrare nelle pagine dei libri di Marquez, così evocativi di immagini care che si materializzano in figure bizzarre e misteriose. Si giunge a Santa Cruz de Mompox come sospinti da un vento che toglie ogni facoltà di pensiero e annulla il tempo: questa città addormentata, come per un fato inamovibile sospesa nella sua quotidianità, si dona agli occhi degli avventori con i colori delle sue chiese, lasciando che il fiume le carezzi gli argini. Alla mente affiorano i racconti di passioni, di lavoro, di leggende e miti, man mano che ci si avvicina ad Aracataca, ovvero “Macondo”, il villaggio dove Marquez ha ambientato il suo capolavoro “Cent’anni di Solitudine”. Ancora oggi la prima e costante sensazione è che il tempo si sia fermato: con gli occhi si cercano i personaggi della saga familiare più intricata della storia della letteratura. Mentre ci si ferma ad ascoltare il silenzio irreale e teatrale, la meraviglia si appropria del cuore di ogni viaggiatore attendendo il calar della sera, magari sperando di veder tornare lo zingaro Melquiades accompagnato dal colonnello Aureliano Buendia, in un lento quanto inesorabile incedere verso un’altra rappresentazione. 

 


Solo Con Vuela

Un trattamento di benessere nella SPA della Cattedrale di Sale di Zipaquirá, per rilassare il corpo e lo spirito – il pueblito di Guane e la cultura de los Guanes . il Cerro del Santissimo a Bucaramanga - i luoghi di Gabriel Garcia Marquez e la cucina afro-caraibica a Cartagena – San Basilio de Palenque - Aracateca/Macondo, i luoghi di Gabriel Garcia Marquez – Santa Cruz de Mompox 
Servizi privati e guide locali in lingua italiana - 7 pranzi 

Programma

1° Giorno
Italia - Bogotà

Partenza con volo di linea dall’Italia per Bogotà (cambio di aeromobile in uno scalo europeo, in base al vettore utilizzato). Pasti a bordo. Arrivo in serata, incontro con un nostro rappresentante locale e trasferimento in hotel. 
Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior

2° Giorno
Bogotà (2.640 mt slm)

Prima colazione. Intera mattinata dedicata alla scoperta di Bogotà nella quale convivono la vitalità seducente di una città che cresce e si rinnova e il volto coloniale e culturale che trae le radici nel suo passato. La città, suddivisa in 20 quartieri, è un crogiuolo di etnie e popolazioni che le regalano un aspetto culturalmente variegato. Situata a 2.600 mt slm, all’estremità orientale di un vasto altopiano chiamato “sabana de Bogotà” dove un tempo vi era un acquitrino, fu fondata nel 1538 dal conquistatore spagnolo Gonzalo Jimenéz de Quesada, che sottomise la popolazione locale di cultura “chibcha” e fondò la città chiamandola Santa Fé de Bogotà. Oggi è uno dei centri culturali più importanti del Paese. La visita inizia con un giro panoramico della città, iniziando dal centro storico meglio conosciuto con il nome di “Candelaria”, il cuore culturale e intellettuale di Bogotà. Bellissime le sue case coloniali, molto ben conservate, circondate da stradine strette e ripide, e un’atmosfera bohemienne che narra una storia neanche troppo lontana. Si inizia con la Plaza Bolivar, con al centro la statua di Simon Bolivar e altro punto di riferimento della città, sulla quale si affacciano la Cattedrale, eretta nel medesimo posto dove sorgeva la prima chiesa della città (1539); la Cappella del Sagrario proprio di fronte la Cattedrale, gemma di architettura religiosa; il Palazzo di Giustizia e la Casa de Nariño, il luogo dove generalmente lavora il Presidente del Paese. Il Museo di Botero è poco distante: è in questo luogo che si possono ammirare alcune delle più belle opere dell’artista colombiano, pregiato pittore e scultore, conosciuto in tutto il mondo per i suoi soggetti “over size”. Tra le opere eccellenti ricordiamo la “Monalisa”, una sorta di rivisitazione personale dell’artista della celebre tela di Leonardo da Vinci. Le sue sale ospitano anche opere di altri autori del ‘900 tra i quali Picasso, Dalì, disegni a matita di Cézanne, opere si Bacon, Joan Miró, Monet e Renoir.In questo quartiere si trova il Museo dell’Oro, non distante dal Parco Santander, che accoglie una delle più vaste collezioni al mondo di manufatti d’oro di epoca precolombiana, ascrivibili alle culture Quimbaya, Calima, Taurona, Sinu, Tumaco. Al termine si sale fino al vicino Cerro Monserrate, che con i suoi 3.2150 mt. di altezza offre una panoramica eccezionale sulla città. Da questo punto la vista abbraccia tutta Bogotà e ci si potrà meglio rendere conto della sua estensione e vi si trova anche un santuario, dedicato "El Señor Caído, meta di pellegrinaggio. Pranzo in corso di visita. 
Rientro in hotel e resto del pomeriggio a disposizione. Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Note: il Museo di Botero è chiuso il martedì; il Museo de l’Oro è chiuso il lunedì.

3° Giorno
Bogotà – Zipaquirà – Villa de Leyva (190 km - 2.149 mt slm)

Prima colazione. Partenza verso Zipaquirà (50 chilometri a nord della città) attraversando la “sabana de Bogotà”. Il nome della città, fondata nel 1600, si riferisce a Zipa, il capo della tribù Muisca che controllava le miniere di sale della zona, il vero tesoro di questi popoli prima della colonizzazione (il sale era vitale per la preservazione di alcuni alimenti). Zipaquirà deve la sua importanza alla Cattedrale di Sale, uno dei santuari cattolici più celebri della Colombia, dedicata alla Madonna del Rosario e costruita all’interno della miniera di sale (nel secondo livello), nel 1950. Può essere considerata come uno dei maggiori esempi di architettura colombiana e alto esempio di ingegneria mineraria. La prima cattedrale fu costruita all’interno della miniera di sale quale cappella per le preghiere degli operai. Successivamente, per problemi di sicurezza, nel 1990, la prima cattedrale fu chiusa e se ne costruì una seconda a 180 metri di profondità (- 60 metri rispetto alla prima). Un tunnel immette all’interno della Cattedrale, attraversando le 14 stazioni della Via Crucis, piccoli altari scolpiti nel sale, per giungere fino all’abside dove c’è la cupola illuminata in un modo particolare, come se si stesse contemplando l’universo. La Cattedrale è suddivisa in tre navate che simboleggiano la nascita, la vita e la morte di Cristo e in quella centrale si potrà ammirare la bellissima e enorme croce, anch’essa scolpita nella roccia salata, alta 16 metri e larga 10, opera dello scultore colombiano Carlos Enrique Rodriguez. Al suo interno si possono ammirare sculture di sale e marmo ed una collezione di opere artistiche. La Cattedrale fa parte del Parque de la Sal, una riserva naturale unica e complesso tematico dedicato alla geologia e all’ingegneria mineraria.
Durante la visita è incluso un massaggio nella SPA della miniera di sale di Zipaquirà (20 minuti), dove rilassarsi e provare una sensazione di benessere e armonia.
Pranzo in corso di viaggio. Al termine si prosegue verso Villa de Leyva, dove si giunge dopo quasi 2 ore. 
Sistemazione in hotel. Resto del tempo a disposizione per passeggiare per la città (il modo migliore per scoprirla) dove si ha la sensazione che il tempo si sia fermato, sebbene Villa de Leyva mostri anche un volto più contemporaneo. Cena libera. Pernottamento Hotel categoria 3*.

Curiosità: a Zipaquirà ha studiato il grande scrittore colombiano Gabriel Garcia Marquez. Le montagne di sale intorno a Zipaquirà risalgono a 200 milioni di anni e i depositi salini sono affiorati appena 30 milioni di anni fa, nel terziario!

4° Giorno
Villa de Leyva – Socorro - Barichara (230 km - 1.383 mt slm)

Prima colazione. Al mattino, visita panoramica della città, nel dipartimento di Boyacà. Villa de Leyva è una delle più affascinanti città della Colombia, dal ricco passato coloniale che si ritrova in tutto la sua architettura urbanistica, dichiarata Patrimonio Nazionale dal 1954. Fu fondata nel 1572 da Hernàn Suàrez de Villalobos e la chiamò con il nome attuale in onore di Andrés Dìas Venero de Leyva, il primo presidente della Nueva Granada. La piazza principale ha una superficie di 14.000 mq, circondata da case in stile spagnolo con lunghi ballatoi, piccoli vicoli, strade di ciottoli e la chiesa parrocchiale di Nostra Signora del Rosario che vi si affaccia è un piccolo gioiello immacolato del XVII secolo. Si visita anche il Museo dei Fossili, poco distante dalla città, costruito esattamente nel luogo in cui è stato scoperto un kronosaurus, un rettile marino di oltre 120 milioni di anni e 20 metri di lunghezza. 
Alla periferia della città, c'è anche "El Infiernito", un sito archeologico della civiltà Muisca dove sono visibili alcuni menhir e tumuli sepolcrali. Si ritiene che queste colonne risalgano a circa 2.200 anni e che questo sito fosse un centro religioso, riservato al culto della fertilità e alla purificazione. Alcuni affermano che fu invece un osservatorio astronomico. Tempo permettendo, a poca distanza da Villa de Leyva c’è il Convento del Santo Ecce Homo, fondato dai padri dominicani nel 1620 e considerato un lascito spagnolo notevole. Il pavimento è in pietra locale piena di fossili e ammoniti, e la cappella ha una magnifica pala d'oro con una piccola immagine di Ecce Homo. Pranzo in corso di viaggio.
Dopo pranzo, partenza in direzione di Barichara, nel dipartimento di Santander, delizioso villaggio coloniale, perfetto come una cartolina, situato lungo le sponde del fiume nella Valle Suarez. Lungo la strada ci si ferma a Socorro, a un’ora e mezzo circa da Barichara, teatro di una grande rivolta popolare per l’Indipendenza, quella dei Comuneros nel 1781, cantata anche dal poeta Pablo Neruda ne “Canto General”. Arrivo dopo circa cinque ore e sistemazione in hotel. Cena libera. Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

5° Giorno
Barichara: visita della città e di Guane

Prima colazione. Al mattino inizio della visita di Barichara, non a torto una delle più belle città coloniali della Colombia, dall’aria sonnolenta e tranquilla: le stradine strette, in salita (o in discesa a seconda da quale punto le si guardino) incorniciano gli edifici coloniali ed i paesaggi simili a cartoline o antiche stampe. Vero e proprio gioiello dell’architettura spagnola, la città nel 1975 è stata dichiarata Monumento Nazionale. Gli edifici, dai tetti formati da un intricato insieme di piastrelle in argilla e pietra, si racchiudono intorno a chiostri e giardini interni e raccontano la storia culturale di Barichara, nota anche per la sua cucina e l’arte della tessitura. Come in ogni altra città coloniale sudamericana, anche a Barichara c’è la Plaza Principal, il cuore pulsante della vita della cittadina, sulla quali si trova l’Alcaldia, edificio coloniale con balconi e colonne in pietra che circondano il patio al cui interno si trova il monumento alla “Hormiga Culona”, ovvero la formica culona così chiamata a causa dell’addome prominente (un insetto commestibile!!! E alla base di alcune salse tipiche). La chiesa principale è quella dell’Immacolata Concezione e San Lorenzo Martire, splendido edificio in arenaria che domina l’architettura della città: al tramonto è particolarmente suggestiva poiché la pietra si tinge di un colore arancio intenso. Bellissimo l’altare centrale ligneo, ricoperto in lamina d’oro, con nicchie che accolgono le statue dell’Immacolata, del Cuore Sacro di Gesù, Santa Teresa, San Lorenzo Martire e San Rocco. Meno imponente della Cattedrale ma non per questo meno importante, la Cappella dedicata a Santa Barbara che domina la cittadina dalla cima di una collina. Eretta nel XVIII secolo si trova accanto ad una grande “ceiba”, un albero molto alto considerato da molte popolazioni indigene sacro, le cui radici e chioma univano cielo e terra. Non lontano dalla Cappella di Santa Barbara, si trova il Parco delle Arti Jorge Delgado Sierra, istituito nel 1998. E’ una specie di museo a cielo aperto: vi si ammirano 22 sculture di vari artisti anche stranieri, unite tra loro da un piccolo solco d’acqua. Dal belvedere del Parco si ha una vista magnifica di Barichara e lo sguardo arriva fino al canyon formato dal fiume Suarez, affluente principale del Cañón del Chicamocha. La visita include anche la Casa Natale di Aquileo Parra, 11° Presidente della Colombia (tra il 1876 ed il 1878), nato a Barichara. La sua casa è oggi un museo dedicato alla storia del Paese. La cittadina si trova su un costone che domina il canyon formato dal fiume Suarez e dal Mirador, al margine occidentale della città, si ha una vista magnifica soprattutto al tramonto quando il sole proietta i suoi ultimi raggi sugli edifici in arenaria rossa. La visita include anche Guane, altro piccolo “pueblo” storico su un altopiano, unito a Barichara da un sentiero di quasi 5 chilometri meglio noto come il “camino real”, un sentiero che risale al periodo precolombiano. Per chi ama camminare, si può arrivare a Guane (un’ora circa) lungo questo bellissimo sentiero di terra rossiccia, immerso nella quiete della natura, attraversando un paesaggio mozzafiato che pian piano svela la grandezza delle Ande. Visitare Guane dà la sensazione di trovarsi in un luogo senza tempo, dall’impronta coloniale ben conservata ma anche dal suo passato precolombiano. Si visita il Museo Paleontologico. Pranzo in corso di visita. Rientro a Barichara e resto del pomeriggio a disposizione. 
Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Curiosità: la “formica culona” il cui nome le deriva dall’addome prominente. Questi insetti sono una delle specialità culinarie della cucina colombiana della del dipartimento di Santander. Le comunità indigene (i Guane) e quelle dell’Amazzonia se ne nutrivano già in tempi antichi. Solo le formiche regina sono commestibili e il periodo di “raccolta” è durante la stagione delle piogge (soprattutto a maggio) nelle regioni della foresta pluviale. Nella cucina locale vengono utilizzate per preparare una salsa piccante (ommai o anche aji negro) il cui grado di piccantezza è dato dall’acido formico, unitamente a spezie varie e usata per accompagnare carne o pesce. Si produce maggiormente a Barichara e a San Gil. Si pensa inoltre che sia un potente afrodisiaco e quindi…è un gradito regalo di nozze!!!

6° Giorno
Barichara – Giron – Bucaramanga (140 km - 959 mt slm)

Dopo la prima colazione partenza verso il Parco Nazionale Chicamocha, anche conosciuto come Panachi, situato a circa mezz’ora da Barichara. Sosta per ammirare il maestoso spettacolo della gola formata dal fiume Chicamocha che corre lungo la faglia che unisce i fiumi Fonce e Suárez e poco più avanti l’abbondante fiume Sogamoso, lungo un percorso di circa 227 chilometri. Il canyon è profondo quasi due chilometri ed è tra i più spettacolari del mondo. Proseguimento verso Bucaramanga, capitale del dipartimento di Santander, soprannominata non a torto “la città bella” poiché è famosa per i suoi numerosi parchi, giardini e spazi verdi, tra i quali il parco ecologico La Flora, un grande spazio verde situato in una valle profonda e quieta (arrivo dopo circa 3 ore e mazza). Visita al Cerro del Santissimo (chiuso il lunedì ed il martedì), una collima dalla cui sommità si domina la città e dove si trova l’imponente statua bianca del Santissimo Gesù Cristo, il monumento più alto della Colombia (circa 40 metri). Pranzo in corso di viaggio. Si visita anche Girón, altro piccolo gioiello coloniale (a circa 45 minuti da Bucaramanga) dall’atmosfera lenta e sonnolenta, con le sue strade acciottolate e le case dipinte di bianco che hanno incluso la piccola cittadina nella lista dei Publitos Patrimonio Culturale della Colombia e il soprannome di Città Bianca. Al termine, sistemazione in hotel a Bucaramanga. 
Arrivo, sistemazione in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 4*.

Nota: Il Parco Nazionale di Chicamocha è chiuso il lunedì ed il martedì. L’entrata al Parco non è inclusa. Il Parco Nazionale ha una delle funivie più lunghe al mondo: parte dalla stazione di Mesa De Los Santos fino a Panachi ed effettua tre fermate lungo un percorso di 6,300 km, sopra il Chicamocha Canyon, attraversando tutto il parco per ammirarne la selvaggia bellezza dall’alto. La sosta per la visita, includendo il percorso in funivia, dura circa 2 ore. A richiesta può essere inclusa per i viaggi individuali (rammentando i giorni di chiusura): supplemento per persona di euro 30. Qualora la visita venisse inclusa, il pranzo a sarà non prima delle ore 14.00 circa.  
Il Cerro del Santissimo a Bucaramanga è chiuso il lunedì ed il martedì. 

7° Giorno
Bucaramanga – Cartagena

Prima colazione. In tempo utile, trasferimento in aeroporto e partenza con volo di linea serale per Cartagena (con cambio di aeromobile a Bogotà). Arrivo e trasferimento in hotel. Pasti liberi. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

8° Giorno
Cartagena, la Perla della Colombia

Prima colazione. Giornata di visita di Cartagena, non a torto definita la “Perla della Colombia”. Adagiata pigramente sulla costa caraibica della Colombia, ha un passato coloniale importante (fu fondata nel XVI secolo) “raccontato” dai suoi colorati edifici, concentrati nel Centro Historico, oggi Patrimonio dell’Unesco, con piazze e stradine racchiuse dentro le mura costruite a protezione della città. Sotto il dominio spagnolo fu uno dei porti più importanti delle Americhe per la sua posizione strategica. La prima tappa è una visita panoramica su Cartagena dalla sommità della collina dove si trova il Monastero o Chiesa de la Popa (il nome originale era “Popa del galeon” per la sua forma simile ad un galeone). Successivamente si prosegue verso l’imponente Fortezza di San Felipe, costruita nel 1600 sulla collina di San Lázaro per difendere la città dagli attacchi dei pirati, attraverso un complesso sistema di tunnel. Proseguimento verso la Città Vecchia dove si visita la chiesa di San Pedro Claver (XVII secolo), che deve il suo nome all’"apóstol de los esclavos”. Si visita anche il quartiere artigianale della Bovedas.
Pranzo in ristorante.
Nel pomeriggio visita al Parco Bolivar, nel quartiere coloniale, al centro del quale troneggia una statua del condottiero Simon de Bolivar. Non distante si trova il Palazzo dell'Inquisizione, dal ricco portone in stile barocco: era qui che all’epoca venivano torturati gli eretici e gli avversari della Chiesa Cattolica. La visita include anche la Cattedrale, la Chiesa di Santo Domingo ed il Museo delle Fortificazioni.
Al termine, rientro in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Curiosità: anche a Cartagena si possono ammirare molti murales, opera di “street artists” che colorano i muri di alcuni edifici del centro storico della città. Non distante da Barrio San Diego, dalla ricercata eleganza coloniale, si trova il Barrio Getsemani, un tempo luogo poco raccomandabile, oggi divenuto uno dei punti più “veri” della città, per sperimentare e sentire il lato popolare e più tradizionale di Cartagena, con i suoi profumi ed i colori così ben raccontati dal grande scrittore Gabriel G. Marquez.

9° Giorno
Cartagena: tra i sapori della cucina afro-caraibica

Prima colazione. In mattinata si andrà alla scoperta di Cartagena attraverso la sua storia, la sua cultura ed i sapori della sua cucina nata dalla sapiente fusione di quella dei colonizzatori Spagnoli con quella afro-caraibica degli schiavi del 19° secolo. Questi cibi così speziati, pieni di profumi e dai ricchi sapori che solleticano il palato, hanno ispirato molti scrittori, primo tra tutti Gabriel Garcia Marquez. Durante la passeggiata sono previste alcune soste nei luoghi così amati da Marquez, con piccoli assaggi della cucina tradizionale, molti dei quali citati nei libri di “Gabo”, per meglio conoscere la storia meticcia e colorata di Cartagena scoprendone i vari “tesori gastronomici” così ben custoditi nelle antiche ricette. AL termine, rientro in hotel. Pasti liberi. Pomeriggio libero per attività individuali. Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Nota: visita con guida in lingua inglse/spagnolo

10° Giorno
Cartagena: visita di San Basilio de Palenque – Mompox (330 km)

Prima colazione. Si parte al mattino verso San Basilio de Palenque (50 km a sud di Cartagena), la prima comunità di schiavi che ottenne l’indipendenza dalla corona spagnola: era il 1603 ed un gruppo di schiavi “cimarrones” si insediò nell’attuale territorio di San Basilio. Oggi i discendenti degli schiavi cercano di conservare le loro radici africane attraverso la danza, la musica, gli antichi riti e una lingua, il “palenquero” misto di spagnolo e bantù, parlata da poche migliaia di persone. Per questi motivi San Basilio de Palenque è stata dichiarata, dall’Unesco Patrimonio Immateriale. La visita include la Plaza los Batatas e un incontro con una famiglia locale per conoscere le loro tradizioni e lo stile di vita o per ascoltare le tante leggende, un misto tra religione e animismo. 
Pranzo in corso di visita.
Continuazione verso sud attraverso paesaggi coperti da piantagioni di banane per giungere a Santa Cruz de Mompox. Sistemazione in hotel. Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Nota: da Magangué si può anche prendere un traghetto per arrivare a Mompox. Il traghetto ha orari pomeridiani ma non sempre sono rispettati, pertanto tale trasferimento è quasi sempre via terra. 

Curiosità: Mompox, o meglio Santa Cruz de Mompox, piccolo gioiello coloniale dove il tempo si è fermato in una staticità impressionante e per questo motivo dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (1995). Situata su un’isola circondata da uno dei bracci del Rio Magdalena, fu un importante centro commerciale durante la dominazione spagnola proprio a causa della sua posizione strategica. Il Rio Magdalena è il fiume più lungo della Colombia e una delle vie principali di collegamento che univa il centro del Paese con il Mar dei Caraibi. Per la sua posizione così ben nascosta nella foresta, Mompox fu il rifugio sicuro dagli attacchi di pirati e qui si fabbricavano manufatti preziosi tanto che a poco a poco, sempre sotto il dominio spagnolo, vi si stabilirono molti orafi e argentieri che dalla Spagna portarono in questa terra nascosta la loro abilità al servizio dei ricchi colonizzatori. Ancora oggi Mompox è famosa per l’alto livello della sua arte orafa ed i gioielli in filigrana d’oro.

11° Giorno
Santa Cruz de Mompox

Prima colazione. Al mattino, visita di Mompox, o meglio Santa Cruz de Mompox, piccolo gioiello coloniale dove il tempo si è fermato in una staticità impressionante e per questo motivo dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO (1995). In moto-taxi (tipo di trasporto locale, a metà strada tra un taxi ed un risciò, che può ospitare fino a 4 o 5 persone) si attraversano le strette vie ai lati delle quali si possono ammirare edifici coloniali nei quali si mescolano vari stili, soprattutto il barocco ed il “mudéjar”, testimoni di un’epoca che tutt’ora esiste. Lungo la Calle Real del Medio le pareti bianche delle case signorili sono interrotte da grandi portali in legno e da balconi finemente intagliati ricoperti di colorate bouganvillae. Proseguendo verso la Calle de la Albarrada, si costeggia il fiume che regala uno scorcio suggestivo. Da vedere le magnifiche chiese coloniali: Santa Bárbara, La Concepción, Santo Domingo, San Francisco, San Juan del Dios e San Agustín. La più sorprendente è quella di Santa Bárbara, nella piazza omonima e di fronte al fiume: costruita nel 1630, dai colori giallo e bianco in contrasto con l’azzurro del cielo, è un esempio unico perché ha un campanile ottagonale in stile moresco- barocco con balconi nella parte superiore. La Chiesa di San Agustín ospita un rifacimento in oro del Santo Sepolcro che viene portato in processione sulle spalle dai pellegrini durante la Settimana Santa. Proseguimento verso il Cementerio Central, uno dei cimiteri più belli, interessanti e suggestivi della Colombia. Le tombe in marmo bianco sono allineate l’una accanto all’altra, adornate con varie statue di angeli e putti, e le file appaiono come muri di ricordi. Per gli abitanti di Mompox è anche un inusuale luogo di incontro, soprattutto al crepuscolo. Durante la Settimana Santa si celebra la serenata tradizionale per i defunti. Immancabile la visita ai laboratori orafi dove abili artigiani realizzano gioielli di delicata fattura, in filigrana d’oro, secondo tradizioni che si tramandano di generazione in generazione. Al termine, rientro in hotel. Pranzo libero. 
Pomeriggio a disposizione. Cena libera. 
Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Curiosità: oltre alla sua ricchezza culturale, Mompox è circondata da una rigogliosa natura, dai paesaggi suggestivi e dove ammirare uscelli (aquile, aironi) e animali esotici. Per gli amanti della musica Jazz, Mompox è senza dubbio una delle mète amate: a settembre ha luogo il Festival della Musica Jazz che ha luogo ovunque nella città: chiese, piazze, strade e parchi si riempiono delle note profonde di questa musica vibrante che attira grandi artisti sia colombiani che stranieri.
E ancora…a Mompox si racconta, a proposito del suggestivo cimitero, che la tomba di Alfredo Serrano, detto “El Gato”, è visitata giornalmente da tanti gatti: la sua famiglia, infatti, un giorno trovò un gatto presso la tomba del congiunto. Fu da questi rifocillato e da allora ogni giorno un nutrito numeri di gatti circonda la tomba! 

12° Giorno
Santa Cruz de Mompox – Aracateca - Santa Marta (310 km)

Dopo la prima colazione, al mattino presto partenza in direzione nord verso Santa Marta, costeggiando a tratti il fiume Magdalena, grande arteria fluviale che sfocia nel mar dei Caraibi, passando per il villaggio di Santa Ana. Dopo circa 230 km arrivo ad Aracateca, piccolo villaggio che deve i natali al grande letterato e premio Nobel per la Letteratura Gabriel Garcia Marquez, e visita alla casa dove è nato e vissuto. Nell’immaginario collettivo, però, Aracateca è “Macondo”, il villaggio nascosto nella foresta e narrato da Marquez nel suo capolavoro Cent’anni di Solitudine. In questo piccolo villaggio si ritrovano le atmosfere surreali che hanno ispirato lo scrittore colombiano e si ha quasi l’impressione che presto si incontrerà il colonnello Aureliano Buendia o qualcuno dei suoi discendenti. Pranzo libero. Proseguimento verso Santa Marta (85 km circa) che insieme a Cartagena un’altra “perla dei Caraibi”, di certo meno nota rispetto alla prima dalla quale dista 4 ore in auto, ma più selvaggia, con una delle spiagge quasi infinite che da nord si estendono verso il confine con il Venezuela, affacciandosi sul Mar dei Caraibi. Arrivo e sistemazione in hotel. Resto della giornata a disposizione. Pasti liberi. Pernottamento Hotel categoria 3* superior.

Nota: da Mompox a Santa Ana si può anche prendere un traghetto ma non è possibile garantire gli orari di partenza né i posti. Pertanto il trasferimento è quasi sempre via terra. 

13° Giorno
Santa Marta - Bogotà - Italia

Trasferimento all’aeroporto in tempo utile per il volo per Bogotà. Arrivo, cambio di aeromobile e proseguimento per l’Italia. Pasti e pernottamento a bordo.

14° Giorno
Italia

Arrivo in giornata all’aeroporto italiano di preferenza.

Fine dei Servizi

Guanes

I Guanes sono uno dei popoli indigeni della Colombia e vivevano maggiormente nell’area oggi occupata dal dipartimento di Santander. Oggi è possibile conoscere la loro Storia culturale visitando Guanes, villaggio poco distante da Barichara, che conserva il molte testimonianze di questo popolo. L’arrivo dei “conquistadores”, nel 1531 circa, fu probabilmente la causa maggiore della decimazione dei Guanes a seguito delle malattie portate dal Nuovo Continente, a loro sconosciute, oltre allo sfruttamento nelle miniere d’oro da parte degli Spagnoli, in un clima così caldo al quale loro, abitando i freschi altopiani, non erano abituati. I Guanes, così come gli Aztechi in Messico, adoravano il dio Sole e avevano un calendario simile di 365 giorni costituito da pezzi di pietra ovoidale forata ed intagliata. Non lasciarono grandi testimonianze ma di certo la loro cultura fu superiore rispetto ad altri popoli che abitavano la Colombia. Erano organizzati in una società molto cooperativa e l’unica proprietà privata ara la loro abitazione, gli strumenti per i lavori agricoli e gli animali domestici, mentre la terra era proprietà di tutta la comunità. Alla base della loro economica c’era l’agricoltura, la tessitura (soprattutto il cotone) e utensili in argilla. Non conoscevano il ferro e in alcuni casi utilizzavano legni molto duri e resistenti o pietre in silice affilata).  
Differentemente da altri popoli, i Guanes avevano una corporatura abbastanza alta e forte ed avevano la pelle più chiara di altri. Avevano un abbigliamento molto particolare: uomini e donne indossavano una coperta stretta in vita e un’altra sulla spalla sinistra; i capi e le loro mogli aggiungevano una spilla d’oro al mantello. Portavano i capelli lunghi e non usavano calzature, almeno fino all’arrivo degli Spagnoli. I Guanes erano molto gelosi e se pensavano che la moglie fosse infedele…la costringevano a mangiare una grande quantità di chili piccante che bruciava l’intestino finché la malcapitata non confessava…e se si fosse dichiarata colpevole veniva uccisa!
Oggi il popolo Guane conta un esiguo numero di persone (non superano le 1000 persone) che vive maggiormente tra Bucaramanga e Barichara.

 

Quota

Partenze individuali, ogni sabato 
(Nota: tali quote non sono valide durante le festività nazionali, eventi particolari, Natale, Capodanno, Pasqua)

Quota individuale di partecipazione, in camera doppia:
Minimo 2 partecipanti: € 3.920
Minimo 4/6 partecipanti: € 2.880

Quota di iscrizione, per persona (obbligatoria): € 40

Supplemento singola: € 620


La quota comprende:
- Sistemazione negli alberghi indicati (3*/4*o similari) in camera doppia
- Trattamento di pernottamento e prima colazione, come da programma
- Pasti indicati nel programma (7 pranzi - bevande escluse)
- Trasferimenti e visite con veicoli privati 
- Visite con guide locali in lingua italiana (escluso il 9° giorno, a Cartagena: la visita è con guida in inglese/spagnolo)
- Accompagnatore italiano dall’Italia (solo per le partenze di gruppo min. 10 partecipanti)
- Assicurazione di viaggio medico/bagaglio
- Documentazione di viaggio 

La Quota non Comprende

- Biglietti aerei intercontinentali e domestici, in classe economica dedicata
- Tasse aeroportuali obbligatorie inseribili nel biglietto
- Pasti non indicati
- Bevande durante i pasti indicati nel programma 
- Mance
- Extra di carattere personale
- Tutto quanto non espressamente indicato in: “La quota comprende”

Partenze di Gruppo

Partenze di gruppo 2019: 

23 Marzo
6 Aprile
11 Maggio
8 Giugno
20 Luglio
21 Settembre
5 Ottobre
2 Novembre.


Quota individuale di partecipazione, in camera doppia:

Minimo 4/6 partecipanti: € 2.880
Minimo 7/10 partecipanti: € 2.580
(al raggiungimento dei 10 partecipanti, è incluso l’accompagnatore dall’Italia per tutta la durata del viaggio)


Quota di iscrizione, per persona (obbligatoria): € 40

Supplemento singola: € 620

Note di Viaggio

Note di viaggio: partenze garantite con minimo 2 partecipanti (max 16 partecipanti). 
Il viaggio non è adatto a persone con problematiche di deambulazione, a causa della difficoltà di alcune visite e/o particolarità dei veicoli (non tutti i veicoli sono dotati delle particolarità tecnico-strutturali necessarie per portatori di disabilità motorie). 

Comportamento responsabile: un viaggio nelle zone rurali è anche incontro con le comunità locali. Raccomandiamo di acquistare prodotti artigianali e prodotti che non abbiano danneggiato animali o l’ambiente; rispettare le comunità e le loro tradizioni; non danneggiare la flora e la fauna; non lasciare residui non biodegradabili al 100%; non sottrarre piante o animali. 

Cambio: il cambio applicato sui servizi a terra è il seguente: 1 € = 1,15. Eventuali adeguamenti saranno rivisto 21 giorni prima della partenza. 


Richiedi un preventivo

Gentile cliente,
compilando questo breve form saremo in grado di inviarti una quotazione ad hoc. La stagionalità delle destinazioni è molto importante per la definizione delle quote di partecipazione per cui, nel caso non avessi delle date fisse di viaggio, ti preghiamo di indicare nel campo note, oltre ad eventuali richieste, l periodo indicativo del viaggio. Le date sono importanti anche per poter pianificare un operativo voli. Per poter fornirti un servizio ancora più puntuale, dovresti indicarci infine l'eventuale presenza di bambini e la loro età.

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